• 20 Settembre

    Al gran ballo elettorale. I politici su Tiktok.

     

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In un’estate già torrida, è arrivata la prima infuocata campagna elettorale dell’era TikTok. Alle Politiche 2022 dove sono stati i politici? Pochi ai meeting o nelle piazze, quasi tutti affannati a capire come apparire sui social.

In attesa di tornare in televisione per il rush finale, le elezioni si stanno giocando sulle piattaforme che più si prestano ad un presidio tattico e rapido. I leader di partito sono sbarcati in massa su TikTok, novità che ha generato interesse e molte discussioni. Qualcuno ha puntato su Twitter, qualcuno ha preferito Facebook e Instagram, per capitalizzare il lavoro fatto negli anni precedenti e investire in inserzioni, cosa negata da TikTok e Twitter.

Come mai la politica vuole parlare alla Generazione Z? Sicuramente perché quella del 25 settembre è l’occasione irrinunciabile di intercettare un target interessante che andrà per la prima volta al voto. Ma sta dimostrando di non conoscere a fondo le logiche, il linguaggio e la cifra stilistica di TikTok. L’impressione è che si sia fatta di necessità virtù, in una corsa al voto piuttosto improvvisata. I tempi ristretti della campagna, o forse la propensione della politica nostrana ad una competizione istintiva, hanno tolto i freni inibitori e acceso la fantasia dei social media manager, regalandoci indimenticabili momenti cringe. In ordine sparso, bastino lo sbarco interstellare su TikTokTak, i cicalecci sulle devianze, le salsicce a rimpiazzare il mojito nei Per te di mezzanotte, i voli alla Dirty Dancing da Nennella, gli occhi della tigre a giaguari già smacchiati e il tour elettrico a corto raggio.

Hanno dominato i meme e il loro effetto virale, tutto secondo pronostico. All’invito stonato degli slogan buona parte dei giovani ha risposto polemicamente. La loro reazione ha confermato che più della martellante presenza dei capi coalizione contano le proposte e le iniziative da intraprendere, spiegate da persone comuni o promosse da influencer creativi. Molti utenti hanno fatto notare che TikTok non è solo musica, balletti e tutorial beauty, ma spazio quotidiano per conoscere fatti importanti e tematiche serie, dai diritti delle minoranze alla violenza sulle donne, dalla salute psicofisica alla sostenibilità ambientale. Non è vero che la politica non interessa ai giovani. Più di molti adulti, spesso dimostrano spiccato senso civico, curiosità e disponibilità all’ascolto. Tanti parlano di attualità e sono disponibili a raccontare il loro punto di vista ai coetanei su tematiche quali lavoro, istruzione, ambiente, diritti civili, welfare.

L’astensionismo tra i giovani è dato in crescita, gli under 35 sono 10 milioni e le previsioni dicono che solo 1 su 2 di loro andrà a votare. Si parla dei politici e non si riesce a parlare di politica attiva a coloro che ancora non credono che il voto possa servire a cambiare in meglio. Evidentemente i politici non hanno strategie digitali di lungo termine per costruire un rapporto di fiducia con i nuovi elettori, perché la loro attenzione conta solo nel momento della scadenza elettorale. La politica sceglie di parlare alle nuove generazioni, ma viene il dubbio che non sia capace di intercettare i loro bisogni. O che non voglia fino in fondo, preferendo parlare di rimando ai loro genitori e agli over 50 che nel complesso superano i 26 milioni.
Forse il vantaggio della presenza su TikTok è quello di far parlare di sé sui canali tradizionali, un fattore da non sottovalutare di circolarità dei media, vecchi o nuovi che siano. Una gestione pragmatica e astuta dei social attira l’attenzione degli opinionisti, che riportano gli hype del momento in televisione e sui giornali, a beneficio di molti milioni di cittadini più adulti. Vedremo se questa scelta darà i suoi frutti, la verità è che possiamo analizzare con precisione il numero dei post, delle interazioni, dell’engagement generato, ma non sappiamo in concreto quanto di tutto questo si convertirà in voto reale.

Allora siamo “Pronti”? Con qualche riserva, “Credo” di sì. Allora, “Scegli” tu che scelgo anch’io, cerchiamo di stare “Dalla parte giusta” e di dare un contributo per garantire una guida stabile alla nostra cara “Italia, sul serio”. Buone elezioni a tutti, anche a chi non ha ancora capito quale sia lo slogan del suo partito del cuore.

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